Due tacche e un cucchiaino

06 marzo 2025
Oggi mia madre mi ha detto: “osserva questo cucchiaino! Vedi, ci sono due tacche sul manico. Sai a cosa servono?” “Mah! Non lo so” – ho risposto. “Ti racconto tutta la sua storia… Tanti anni fa nella casa dei tuoi nonni paterni, che è in località Fossetta (Croce), abitavano in 33 persone! Se pensi, un numero tanto elevato per un’abitazione dove oggi ci vivono solo in tre individui. Per questo decisero, al tempo, di trasferirsi provvisoriamente a Millepertiche. La nuova casa era molto accogliente ed è proprio lì che ebbero vita i nuovi nuclei famigliari formati dai Venturato e i vicini di casa, i Cadamuro. Col passare degli anni anche questo edificio divento’ piccolo per contenere tutti e così, alcuni membri della famiglia, fecero ritorno all’abitazione di origine, proprio qui, alla Fossetta. Altri invece, si sono trasferiti a Fossalta di Piave. Lo smembramento dei fratelli Venturato ha portato anche all’inevitabile suddivisione dei beni posseduti dalla grande famiglia! Una volta non servivano avvocati o notai per le suddivisioni dei beni posseduti! E così, ogni capostipite di famiglia ha ricevuto, per così dire, “la sua parte”. Non parliamo di banconote, terreni, case, …, si sono divisi beni di prima necessità per la casa e il lavoro dei campi”.
Piacevolmente catturato dall’ascolto, ho detto a mia mamma: “Mi ricordo che, da bambino, vedevo appesa al muro della stalla la ruota in legno di un vecchio carro e mi sono sempre chiesto come faceva il rimorchio ad essere trainato senza le altre tre ruote mancanti… ” Prontamente lei mi ha riposto: “in realtà, al carro erano state messe le ruote gommate, divelte da un aereo della seconda guerra mondiale; quelle in legno erano state divise tra alcuni fratelli come ricordo di famiglia!”.
“Immagino la scena dell’inventario dei beni con tanto di morsa e seghetto da ferro… Un taglietto per il fratello numero 1, due taglietti per il fratello numero 2, tre taglietti al numero 3, al quarto e così via…” le ho detto.
“Eh sì, è stato proprio così! A tuo nonno Angelo è stato assegnato il cucchiaino a due tacche. Era l’erede n. 2”.

Un pensiero riguardo “Due tacche e un cucchiaino

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  1. Ciao, bella storia Michele. La mia famiglia in realtà viveva in piena frazione fossetta, da senza, 28 fino a 62. Ho tutti i numeri civici. Non ho potuto fare a meno di notare che hai menzionato il testamento e l’avvocato e la divisione dei beni. Dove possiamo saperne di più? Ps – Sono molto incuriosito dalla famiglia Favaro che viveva in due numeri quella parte non l’ho ancora capito. So che uno ha sposato un de Faveri detto fossetta e va bene, ma non gli altri due 🤔

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